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#7 Contaminazioni: Svegliato dal sonno di pietra

5 febbraio 2013  

Da “Niente di nuovo sul fronte occidentale”. E. M. Remarque

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Egli cadde nell’ottobre 1918, in una giornata così calma e silenziosa su tutto il fronte, che il bollettino del Comando Supremo si limitava a queste parole: “Niente di nuovo sul fronte occidentale”.
Era caduto con la testa avanti e giaceva sulla terra, come se dormisse. Quando lo voltarono si vide che non doveva aver sofferto a lungo: il suo volto aveva un’espressione così serena, quasi che fosse contento di finire così […]’
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Sentitela, (sinfonia di Robert Alexander Schumann) vivetela mentre riacquista l’umanità questo soldato mentre uccide se stesso (il nemico ) guardandolo per la prima volta negli occhi. E sa che muore anche lui.

Dal 23-simo minuto quando lui sta per sparare e cerca di raggiungerlo; dopo quando lo vede cadere. E capisce troppo tardi. Sentite il suono degli archi. Sente l’umanità dentro sè, ma proprio nel momento in cui la toglie al suo simile. L’assurdo: la guerra, l’omicidio. Se uno si immedesima in questo, veramente: sviene perché sente l’orrore. E non viene da piangere. No: troppo facile.  Sentite dal 23 esimo minuto come giocano fiati e archi e al 23:50 ECCO LUI LO SENTE LO SENTE DENTRO IL CUORE. ARRIVA IL FIATO DI CHI HA UCCISO NEL SUO CUORE. e LO SENTE.. Dopo averlo sentito si più piangere.  Sì.  Dopo si può per tutti i morti, in un sonno di pietra.

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Robert Schumann – immagine presa da QUI

 

Per ascoltare la sinfonia n. 4 di Schumann premere QUI

#6 Contaminazioni: Timidi regali primaverili

29 gennaio 2013

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Immagine presa QUI 

L’immagine iniziale di Lui (Joahnnes Brahms), mi fu regalata dalla sorella illuminando così un ombroso giorno di primavera.

E che regali l’alternanza di luce e nuvole fuori e nel movimento con lo sviluppo alternato di due tematiche decisamente contrastanti. Il primo tema, molto cantabile e malinconico, riporta ad un’atmosfera di dolente nostalgia già allora assieme alla sorella per eventi mai accaduti e di Lui evocati. Come un inquieto palpito lungo un secolo. E a questo si contrappone il secondo tema, introdotto dai fiati, caratterizzato da una linea ritmica intensa e riportando l’arcobaleno emotivo come la pioggia presaga dell’estate (4 minuti e 10 secondi.) – e lo struggimento degli archi nel 4 minuto e 40 secondi.

In questa sonata per la prima volta non è richiesta la ripetizione dell’esposizione dei temi, che sono due: il primo, disegnato in apertura dalle due sezioni dei violini, il secondo da violoncelli e corni ed è caratterizzato dall’ampio intervallo di settima. L’assenza di una seconda esposizione getta una luce particolare sulle relazioni tra i diversi momenti del movimento, nel quale tra le varie elaborazioni alle quali è sottoposto il primo tema c’è quella che compare nella ripresa a opera dei fiati, che sembrano volerlo trasformare in un corale dal quale però il tema si divincola ben presto per tornare alla sua vera natura melodica.

Che paradosso, il compositore da camera degli inizi, delicato con i fiati, utilizza un’imponente orchestra e la fa seguire da archi che delicatamente ripropongono cellule movitiche che fanno da loro traino. Come il silenzio dopo la pioggia, appena interrotto dai sussurri dei raggi delle nubi diradate.

E io e l’immagine con me e mia sorella di quel giorno dall’ottavo minuto, con tutta l’orchestra stavolta, invitiamo ognuno che ne abbia voglia..
Per ascoltare l’allegro ma non troppo della IV sinfonia premere QUI