CONSIGLI DI LETTURA: Vineland di Thomas Pynchon

Vineland di Thomas Pynchon (Autore),
Pier Francesco Paolini (Traduttore), Giulio Einaudi Editore, 2021
(Ed. Originale: Vineland,
Little, Brown and Company (Boston- Usa), 1990)

Tanto si è scritto su questo romanzo di Thomas Pynchon per i temi trattati, per la comparazione rispetto al monumentale romanzo scritto 17 anni prima ( L’Arcobaleno della gravità: qui una riflessione: https://www.linomilita.com/destino/consigli-di-lettura-larcobaleno-della-gravita-di-thomas-pynchon/ ) per il quale si ebbero critiche relative ad una mancanza di idee, di originalità, e di una vena creativa inaridita. Furono rinnovate le perplessità circa lo stile apparentemente confuso e spiazzante, in particolare nella ricerca di stili diversi per una commistione originale negli intenti, ma fallimentare negli esiti.

Accanto alle valutazioni impietose, con il passare del tempo dalla pubblicazione e per una lettura più attenta e più diffusa di un pubblico crescente, “Vineland” fu progressivamente considerata un’opera magistrale per le innovazioni stilistiche, per i temi trattati, per le sofisticate e parallele vicende dei singoli.

Nonostante le tante recensioni che si possono rilevare nel web o semplicemente chiedendo informazioni ai Large Language Model (modelli linguistici di grandi dimensioni), a mio parere rilevo elementi non pienamente posti in evidenza. Tra questi risalta un primo tratto: la sovrabbondanza.

In ogni pagina, per ogni protagonista introdotto e per ogni luogo descritto, vi sono descrizioni multiple dei luoghi, dei riferimenti geografici, degli oggetti di uso quotidiano, delle abitudini, degli stili di vita, dei consumi. Vi è un contrappunto tra una descrizione microstorica e particolare degli attori via via posti in risalto, e un’analisi circa le tendenze di lungo periodo caratterizzanti il presente della narrazione.

In più, all’interno delle scene e dei dialoghi vi sono digressioni temporali, perché le vicende ondeggiano tra eventi al presente, azioni presenti che narrano del passato, e l’accaduto che nei capitoli successivi è posto in un quadro attuale.

Vi è un participio passato che trasla in un imperfetto, caratterizzandosi poi al presente in modo da lanciare indizi, motivi che spiegano gli stati futuri, i quali poi vibrano tra un futuro anteriore e in un presente attuale rispetto al lettore.

La lettura comporta un senso di vertigine, se si vuole mantenere una linea univoca nella scansione temporale. Se invece si entra nello stile più intimo di Thomas Pynchon e si tiene per fermo che i protagonisti si muovono all’interno di temi universali che implicano dilemmi etici, i piani paralleli e gli eventi aggrovigliati acquisiscono una coerenza di sviluppo narrativa e una congruità dei temi trattati.

Un secondo elemento che sembra più proprio a in termini biografici dell’autore è la passione per il Jazz. Si ha l’impressione talvolta che scriva dentro un locale di concerti Jazz con tante persone intorno e sedute in tavoli disposti in modo disorganico, dove la fruizione varia in base alla distanza e al grado di attenzione del pubblico. I capitoli, nella veste di sessioni musicali, definiscono un’orchestra di personaggi che offrono i temi, variandone le scale, ponendo di volta in volta un orchestrale come solista, mutando i ritmi e le frequenze. Questo romanzo ha un tema centrale nascosto con tanti capitoli che ne costituiscono una sua esecuzione sempre diversa.

Di questi due elementi relativi ad una sovrabbonda delle descrizioni quasi giornalistiche e dello stile musicale dinamico e variazionale, entrambi centrifughi rispetto a porre un ordine tematico, vi è un tratto ulteriore che bilancia una possibile disgregazione interpretativa: una descrizione barocca del mondo.

Vi è una puntigliosa e ricercata presentazione di oggetti, arredi, paesaggi, strade, città, vie, locali che informano delle posture, dei linguaggi e degli atteggiamenti dei protagonisti. Tutto è pieno, perché ogni luogo, nella immaginazione del lettore, ha marcatori del tempo storico, dei cibi, degli snack, delle canzoni, dei tavoli, della moda e degli abbigliamenti.

La forma barocca non è tanto dipendente dai canoni della pittura e della scultura, quanto dalla televisione, dai linguaggi e dai temi proposti dai canali tv tra gli anni sessanta e ottanta negli Stati Uniti. Le serie tv e i protagonisti di ogni trasmissione da quella giornalistica a quella di intrattenimento dettano gli slang, i tempi e i modi di concepire il mondo che sono immediatamente incarnati dai protagonisti.

Vi è uno spartito di base che considera il passato recente come una distopia, perché il libro è ambientato nell’anno 1984, ma lo pubblica nel 1990. Il 1984 è quindi il passato recente (ed è un richiamo al noto romanzo di George Orwell): l’America dell’era Reagan-Bush non rischia di diventare una distopia futuristica; lo è già diventata.

Il controllo si evolve attraverso la “Rivoluzione dell’informazione o Info-Revolution (accessibilità generale e orizzontale dei dati)”. Lo Stato non usa la forza visibile, ma traccia i cittadini tramite computer, le banche dati e l’uso delle carte di credito, ovvero vi è la convinzione da parte dell’autore che l’apparato ideologico usi la cultura pop per annullare il pensiero critico. Vi è la descrizione di un’America anestetizzata dalla televisione e dal rock and roll. Tutto ciò è accompagnato da schemi catartici già apparsi nel primo novecento, riguardo al sesso che è legato al sadomasochismo e all’attrazione erotica che i dissidenti provano verso i leader in uniforme, diventando uno strumento di sottomissione psicologica.

La famiglia nucleare viene vista dai governi autoritari come un potenziale pericolo di resistenza intersoggettiva, e viene quindi smantellata o corrotta, infatti l’ideale della famiglia perfetta mostrato nelle sitcom televisive contrasta con la realtà di famiglie distrutte, assenti o segnate da abusi. Il leader governativo Brock Vond usa il bisogno psicologico di protezione delle persone per presentare lo Stato autoritario come una grande “Famiglia nazionale” a cui obbedire ciecamente.

Con la contraddizione (non originale in realtà nell’uso narrativo) della CIA (Central Intelligence Agency) che favorisce l’introduzione di droghe nel paese sia per sedare la controcultura degli anni ’60 sia per creare artificialmente una categoria di “delinquenti” (i tossicodipendenti) da usare come capro espiatorio e giustificare il potenziamento delle forze di polizia.

Un tema di fondo che permane in ogni capitolo del libro, risiede nell’idea che la razionalità ufficiale e l’irrazionalità non siano due poli opposti. La distopia postmoderna di Thomas Pynchon offre l’ipotesi che l’oppressione moderna non si dichiara nemica dei piaceri umani, ma impara a governarli.

All’interno di questo scenario fosco, nonostante tutto, l’autore mantiene una nota di speranza: la creatività, la cultura pop e le relazioni vive tra le persone sono e saranno comunque il solco che supererà tale momento storico.

Non è un caso che si è proposto il jazz, perché un concerto di questo tipo teoricamente non ha una fine: ognuno può rientrare in vita, pensare, giocare, e porsi in relazione con gli altri.

CONSIGLI DI LETTURA: Spin di Robert Charles Wilson (Autore), Nicola Fantini (Traduttore)

Spin di Robert Charles Wilson (Autore), Nicola Fantini (Traduttore), Mondadori, Milano, 2024 (Ed. Originale: Spin, Ed. Baror International, inc., Armonk, Ny, Usa, 2006)

È un romanzo che può essere inserito nello stile della fantascienza “dura”, perché la trama è incentrata su ipotesi scientifiche plausibili, accompagnate da pratiche tecnologiche e impieghi tecnici dettagliati e coerenti. Come in un ogni opera di questo tipo, l’idea principale è una supposizione che non è suffragata da teorie scientifiche o addirittura negata da esse. Proprio qui risiede il fascino in una composizione letteraria ben realizzata, perché all’interno di uno sforzo stilistico nel rendere logica la trama dal punto vista causale e coerente nel suo sviluppo, permane uno spazio allusivo ed ipotetico che definisce una tensione narrativa verso un climax estetico edificante e catartico.

All’interno di tale struttura narrativa vi è il tentativo di porre problemi concreti del presente in ordine al bisogno che hanno gli ecosistemi del pianeta Terra a confrontarsi con il vincolo delle risorse e la possibilità di acquisire energia utile per il proprio equilibrio. Se poi uno scrittore come Robert Charles Wilson riesce ad innestare dilemmi etici e conflitti universali come quelli tra padri e figli, e le vicende sempre valide del romanzo di formazione, in cui i protagonisti accedono con dolore e patimento verso nuovi stadi di vita adulta, si ha a disposizione un’opera pregevole e degna di essere vissuta in una lettura partecipata e appagante.

Il romanzo tratta dei problemi e dei conflitti civili e interstatali di oggi, traslandoli in scenari relativi ai decenni successivi rispetto a quelli odierni, ma di un futuro prossimo che può essere vissuto dallo stesso lettore, rendendo quindi le vicende congrue alle preoccupazioni e alle aspirazioni di noi contemporanei.

Si susseguono tre fasi relative a un evento inspiegabile che cambia radicalmente la realtà per tutto il pianeta, il faticoso percorso teso alla ricerca delle cause e dei motivi, un tentativo di soluzione, la gestione delle conseguenze che porta ad una nuova consapevolezza e a un ulteriore evento inspiegabile collegato al primo. Ciò impone un nuovo rimedio che espande il suo influsso al di là del sistema solare verso le galassie circostanti. All’interno di questo percorso i protagonisti da adolescenti divengono adulti amando, scontrandosi, e cercandosi tra i conflitti famigliari e le tensioni politiche mondiali.

Il titolo del libro prende proprio alla lettera il significato di “spin” nell’ottica della meccanica quantistica, applicata alle teorie della relatività che è un campo di studi attualmente denso di ipotesi e di tentativi di creare un ponte tra queste due aree che hanno nuclei teorici tra loro distanti in termini euristici ed operativi.

La causa efficiente deriva dal comportamento del Sole che sembra iniziare il suo percorso di maturità all’interno del sistema solare e quindi a emettere ben più energia, fino ad una espansione fagocitante tutti i pianeti della sua orbita. Ed è qui che dall’esterno il pianeta Terra sembra essere preservato improvvisamente da uno spin temporale in cui all’interno la scansione degli eventi sembra seguire il suo corso, ma che, rispetto all’esterno dell’atmosfera, è rallentato a livelli di scala di quattro o cinque volte rispetto all’evoluzione della Galassia, ovvero che il tempo fuori scorre indefinitamente più veloce, e quindi anche il mutamento del Sole. Ciò attraverso una analogia di una membrana temporale con quella biologica marina degli organi che traspirano acqua, si ha che all’interno dell’atmosfera la temperatura si mantiene stabile con cicli stagionali regolari.

Il contro altare però comporta il completo oscuramento di tutto ciò che è fuori dall’atmosfera e anche per quanto riguarda le comunicazioni, a parte le onde radio per alcune frequenze, che, per lo scorrimento asimmetrico temporale, obbligano i recettori a ragionare in migliaia di anni solo per ricevere onde radio a partire dalla Luna e dai pianeti vicini.

Ed è qui che si snodano le vicende dei protagonisti con salti avanti e indietro nel tempo rispetto alle loro vicende biografiche. Tale espediente stilistico permette di non rivelare tutto e subito, ma di snodare indizi, premesse, e svolgimenti delle vicende mantenendo il mistero e una tensione da romanzi gialli, dando al lettore lo stimolo a continuare, ad immedesimarsi con i protagonisti e ad immaginare gli sviluppi prossimi, oltre che a correlare le vicende politiche, economiche ed ambientali nel nostro vivere quotidiano.

Si susseguono diversi colpi di scena, e verso la risoluzione del climax si mantiene una porta aperta per futuri sviluppi che lasciando un alone di indefinitezza e quindi di fantasia per il lettore.

Questo apparato stilistico poi si innesta alle vicende dei padri e dei figli, agli amori perduti e rimpianti, alla volontà di riscatto, all’esigenza di venire a patti con la propria vita vissuta, temi universali per le narrazioni mitiche e per le opere letterarie che si nutrono di amore, morte, giovinezza, vecchiezza, speranza, gloria e rimpianto.

Robert Charles Wilson è uno scrittore di alto livello dal punto di vista fantascientifico, un eccellente artigiano nel miscelare gli stili narrativi e un romanziere a tutto tondo nell’appassionare a vicende universali per ogni biografia, il tutto con uno sguardo ai problemi e alle prospettive che oggi abbiamo noi, qui, nel pianeta Terra.